KINSAISEI PER APL. PERCHÉ LE APL DEVONO EVOLVERE PER NON SPARIRE

I candidati negli uffici delle Agenzie per il Lavoro sono sempre più persi. Lo vedi nei loro occhi: sono soldati rimasti senza guerra, reduci di ristrutturazioni aziendali che hanno il sapore amaro della terra bruciata.

Una terra che, tuttavia, ha solo cominciato a bruciare, perché le Intelligenze Artificiali hanno appena continuato a bruciarla e spazzeranno via centinaia di mansioni che hanno accompagnato le nostre società.

Così, i candidati entrano, consegnano un pezzo di carta chiamato CV – che spesso è solo l’epitaffio di una carriera che non sanno più come raccontare – e aspettano.

Per anni, le Agenzie per il Lavoro (APL) si sono comportate come doganieri al confine tra la disoccupazione e il profitto.

Spostavano “risorse umane” come fossero container di merci deperibili, limitandosi alla pura somministrazione di persone in azienda.

Ma quel mondo è finito. È morto sotto i colpi dell’intelligenza artificiale, della polverizzazione dei mercati e di una crisi d’identità che non ha precedenti nella storia moderna.

Per ora, a farne le spese sono i lavori ripetibili e meccanizzabili in ufficio, ma, a stretto giro, sarà la volta del personale in fabbrica, sostituito da macchinari e robot intelligenti, che lavoreranno H24, 365 giorni l’anno.

E lo faranno senza chiedere un solo centesimo di emolumento.

Oggi, limitarsi alla sola somministrazione è un suicidio commerciale.

LA GEOPOLITICA DEL TALENTO E IL CROLLO DEI MURO DI CARTA

Se guardiamo alla storia, dopo ogni grande devastazione, – pensiamo alla ricostruzione del Giappone post-bellico, il vero Saisei (rinascita), – il successo non è mai arrivato da chi si è limitato a spostare detriti, ma è andato a chi ha saputo ricostruire l’identità di una nazione.

Le APL si trovano oggi in una posizione identica. Hanno l’occasione di diventare i “Signori della Ricostruzione” in una terra desolata di competenze frammentate.

Il mercato non cercherà più “braccia”, ma storie ed esperienze particolari che nessuna intelligenza artificiale può meccanizzare.

Cerca soluzioni a problemi complessi. Se un’agenzia si limita a incrociare una domanda tecnica con un’offerta tecnica, sta facendo il lavoro di un algoritmo di bassa lega per un altro algoritmo. E gli algoritmi costano meno degli esseri umani.

Per sopravvivere alla Geopolitica del Talento, le APL devono trasformarsi da uffici di collocamento a pagamento in fucine di rinascita. Devono smettere di essere broker per lavoratori e diventare architetti di storie di persone.

IL CANDIDATO FRATTURATO E LA PNL DEL VUOTO

Il “candidato invisibile” è quel lavoratore che ha vent’anni di esperienza, una competenza d’acciaio, ma una narrativa sbiadita. Non un tecnico, perché per i tecnici non c’è più speranza, ma è una persona che ha visione e un cumulo di esperienze che valgono più delle competenze.

Ma la sua candidatura è rotta, non perché non sappia fare il suo lavoro, ma perché la sua “mappa del mondo” – per citare la Programmazione Neuro-Linguistica – non coincide più con il territorio del mercato attuale e ciò che offre lo fanno già meglio e gratis le AI.

Quando un’APL somministra un lavoratore “rotto”, sta vendendo un prodotto difettoso che le aziende, via via, non cercheranno più.

Il cliente aziendale lo percepirà, lo scarterà, e il placement rate colerà a picco.

Qui interviene il mio metodo, il Kinsaisei.

Le APL devono imparare l’arte del Kintsugi, per cui, quando un vaso cade e si rompe, non lo si butta via e non lo si incolla con una colla trasparente che cerca di nascondere il danno. Si usano lacche pregiate e polvere d’oro per evidenziare le fratture.

Quelle cicatrici diventano il punto di forza. Un lavoratore che è passato attraverso una crisi e ne è uscito con una nuova consapevolezza è infinitamente più prezioso di un neoassunto che non ha mai visto il fumo della battaglia.

Perché un’APL dovrebbe investire tempo nel “riparare” la narrativa di un operaio o di un quadro in transizione? La risposta è cinica e meravigliosa al tempo stesso: per i soldi. E per il potere.

Un’agenzia che offre candidati “Kinsaisei” – persone che hanno trasformato il proprio trauma professionale in una proposta di valore chiara, solida e d’oro – non sta più vendendo somministrazione, ma una consulenza strategica di alto livello. Sta dicendo all’azienda cliente: “Non ti sto mandando uno qualunque. Ti sto mandando un leader che sa cosa significhi cadere e rialzarsi”.

Inoltre, l’agenzia non dovrebbe praticare questo percorso di rinascita solo in funzione di una possibile somministrazione, ma anche come servizio alla persona, per insegnare a valorizzare i propri percorsi, per reinventarsi nel mercato del lavoro.

Questa è la differenziazione suprema. In un mercato saturo di agenzie fotocopia che competono sul prezzo, chi compete sul valore della trasformazione umana vince la guerra geopolitica del posizionamento. Le aziende clienti non vogliono più solo “coprire un buco” nell’organigramma; vogliono qualcuno che porti resilienza e visione.

IL DOVERE MORALE DI NON ESSERE BANALI

C’è un elemento umano che non possiamo ignorare. Dietro ogni CV c’è un uomo, una donna, una famiglia.

C’è il terrore di non essere più utili. Il silenzio di un lavoratore che non sa più chi è, è il rumore più assordante di questa società.

Le APL hanno una responsabilità che va oltre il bilancio. Hanno il potere di restituire dignità, ma la dignità non si restituisce con un contratto a termine di tre mesi. La si restituisce dando al lavoratore gli strumenti per capire che la sua storia ha un valore immenso, se solo impara a versare l’oro nelle proprie crepe, e se comprende che il mondo che conoscevamo è già preistoria e bisogna imparare ad adattarsi per non morire.

Se le APL continueranno a ignorare il gap narrativo dei loro candidati, rimarranno prigioniere di un modello di business che ha i giorni contati. Se, invece, abbracceranno l’idea di offrire un percorso di rinascita come il KInsaisei, se diventeranno i partner che trasformano la cassa integrazione in un master di vita, allora non ci sarà algoritmo o crisi economica capace di abbatterle.

La somministrazione pura è l’era del carbone. Il Kinsaisei è l’energia nucleare delle relazioni umane. È tempo di decidere in quale epoca volete abitare.

È tempo di smettere di guardare le cicatrici come una vergogna e iniziare a vederle come la mappa del tesoro che porterà la vostra agenzia – e i vostri lavoratori – verso il mondo del futuro, che è già tra noi, senza esserne travolti come chi si incaponirà a comportarsi come se non stesse accadendo nulla.

Se vuoi approfondire per capire in quale modo potrei attivare un servizio di Kinsaisei nella tua agenza, inviami una mail a: info@pasqualedimatteo.com.

Io sono Pasquale Di Matteo, e so che l’oro è lì, nascosto tra le vostre crepe. Dovete solo avere il coraggio di farlo brillare.

Dott. Pasquale Di Matteo, Comunicazionista, executive Coach e creatore del Metodo Kinsaisei. Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership.
Lavora con CEO, leader, professionisti e artisti sulla crescita professionale e personale, attraverso storia, arte, geopolitica e comunicazione. Rappresentante per l’Italia della società culturale giapponese Reijinsha e Vicedirettore del Magazine Tamago-Zine.

Dalla fabbrica al Giappone

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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