LA CRISI DELLO STATO NAZIONE, TRA VALORI E COMUNICAZIONE

Copertina dell'articolo dello scrittore Pasquale Di Matteo sulla crisi di valori e identità

Nel complesso panorama politico di oggi, emerge sempre più la crisi dello Stato-Nazione e la sua metamorfosi in una forma più fluida e globale. Un tema che solleva importanti interrogativi su ciò che consideriamo ancora valori e su che cosa intendiamo comunicare.

LA COMUNICAZIONE DELL’IDEA GLOBALE

La crisi dello Stato-Nazione non può essere circoscritta esclusivamente alla globalizzazione o alle richieste secessioniste, ma nasce da cause più profonde, a cominciare dall’affermazione dell’idea di progresso miscelata con i diritti dell’uomo su scala planetaria.

Questa prospettiva, erede dell’Illuminismo e del pensiero delle élite dominanti, ha ridefinito il panorama politico. E, per riuscirvi, sono state persino giustificate numerose guerre, definite “umanitarie”.

Critico d'arte Pasquale Di Matteo

L’idea di globalizzazione ha portato con sé anche una rincorsa al saper fare che ha spazzato via il saper pensare prima di fare.

Si è assistito a un mutamento epocale nell’amministrazione della società. La gestione delle cose ha progressivamente sostituito il governo degli uomini.

Si afferma sempre più l’idea che i problemi politici siano essenzialmente questioni tecniche, per cui vanno affrontate affidandosi a tecnici.

Questo ha alimentato la percezione che le decisioni politiche abbiano perso rilevanza, poiché ci si convince che “non esista alternativa”.

Quante volte abbiamo sentito che non esiste alternativa all’Europa, oppure che non si può correre il rischio di non soddisfare le esigenze dei mercati?

LA FINE DEI VECCHI PARTITI E IL POPULISMO

Il totale distacco dei partiti di sinistra da quelli che erano i loro valori ha reso ulteriormente complesso il quadro.

Un tempo, la sinistra difendeva la causa dei lavoratori, oggi insegue borse e mercati.

Gli stessi stati non sono più attenti come un tempo alle politiche sociali. Anzi, fanno molta più attenzione ai debiti e alle spese.

Ciò ha provocato la nascita di molti movimenti populisti, che hanno preso il posto lasciato dai partiti di sinistra da cui si difendevano lavoratori e classi più deboli.

L’IDENTITÀ COMUNITARIA

Diventa sempre più difficile mantenere una propria identità nel mondo globalizzato, in cui tutto sembra doversi uniformare.

Il problema è che, uniformando tutto a standard di vita elevati, dove tutto funzioni come nei paesi più all’avanguardia, ma anche più ricchi, si emargina sempre più chi è povero e/o vive in aree prive di lavoro, mezzi e strutture adeguate.

In pratica, si stanno creando cittadini di livello superiore e scarti sociali.

Romanzo Il Segreto di Lukas Kolfer dello scrittore italiano Pasquale Di Matteo

COSA VOGLIAMO COMUNICARE

Come abbiamo visto anche durante questi ultimi tre anni, l’idea di comunità non è mai stata in condizioni peggiori. È bastato imporre un lasciapassare durante la pandemia per trasformare molte persone in delatori, spie pronte a denunciare il vicino di casa, il collega, l’amico, persino il fratello.

E nelle guerre? Se muoiono venti bambini sotto una determinata bandiera fanno molto più scalpore di settecento morti sotto un’altra.

Dov’è la nostra umanità? In quale modo comunichiamo la nostra presunta evoluzione in quanto società occidentale?

La sfida vera, se fossimo in un mondo ideale, consisterebbe nel riconoscimento delle molteplici identità che compongono la nostra società. Consisterebbe nel reintrodurre regole di vita che diano spazio alle diversità, alla creatività di ciascuno, alle diverse attitudini.

Al di là della nazionalità, della fede, del pensiero politico, delle ambizioni e delle aspirazioni personali.

E si farebbe di tutto per bloccare la corsa alla stereotipizzazione delle masse e all’omologazione.

CAPITALISMO: BENESSERE O DISTRUZIONE DELLE DIFFERENZE?

Il capitalismo è orientato all’illimitatezza e all’espansione, senza badare al colore politico, alle regioni, alle nazionalità o chissà cos’altro. Il capitalismo punta a fare soldi. È la sua unica regola.

Per arrivare al suo scopo, il capitalismo distrugge le diversità e non si cura dei distinguo sociali.

Se sei povero, sei una palla al piede perché non alimenti la domanda. Se vuoi troppi soldi, sei un problema perché alimenti l’inflazione. Se non produci, sei un difetto sociale che non sta alle regole del gioco. Ovviamente, le regole del capitalismo.

La sua indifferenza ai valori non legati al mercato contribuisce all’omogeneizzazione globale, a scapito delle identità individuali e territoriali.

Allora, se esiste una possibilità di profitto da una guerra, ecco che la guerra diventa umanitaria, giusta, oppure non si definisce guerra, ma lotta. Al terrorismo, a un dittatore o a chissà quale altra entità confezionata ad arte dalle agenzie di comunicazione che servono i potenti.

Ma restano alcune domande: dove vogliamo arrivare? Davvero ci accontentiamo di seguire il flusso del “fare soldi a ogni costo”? Quali sono i nostri valori?

Perché, in quanto occidentali, abbiamo ancora dei valori? Che cosa vogliamo comunicare ostinandoci a comportarci da presunti padroni del pianeta, convinti di saper vivere meglio di altri? Noi che consideriamo chi non produce uno scarto sociale?

Pasquale Di Matteo

Scrittore italiano Pasquale Di Matteo libri

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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