LINKEDIN NON È UN CIMITERO DI CURRICULA, MA LA TUA SALVEZZA CONTRO LA TEMPESTA

di Pasquale Di Matteo

Se aprite il vostro profilo LinkedIn, cosa vedete?

Se siete onesti, vedete un sepolcro imbiancato, una lista asettica di mansioni passate, date che si susseguono come lapidi, un elenco di competenze che chiunque potrebbe aver copiato da Wikipedia.

Cosa avete fatto, quando, dove e per chi.

È un cimitero di curricula sbiaditi che, in un mondo che sta accelerando verso un futuro dominato da intelligenze artificiali, non sono soltanto obsoleti, ma un suicidio professionale.

L’AI non sta arrivando, come qualcuno si ostina a dire. L’AI è già qui, seduta nel salotto degli HR, pronta a filtrare i candidati con la fredda precisione di un esecutore testamentario.

Gli algoritmi non leggono “esperienze pregresse” con lo sguardo umano, ma cercano pattern, coerenza, una narrazione che emerga dal rumore di fondo.

Se il tuo profilo è una lista di compiti eseguiti e di parole chiavi, verrai scartato dal software prima che un essere umano possa anche solo notare la tua foto profilo.

Ed è proprio l’essere umano che stai dimenticando.

IL POTERE DELLA NARRAZIONE IN UN MONDO DI DATI

Ho trascorso ventiquattro anni in fabbrica, circondato dal rumore assordante dei macchinari, a respirare il tanfo dell’acqua chimica e del ferro incandescente.

Quando sono uscito da quel mondo, che vedevo quasi come un inferno, ho capito che la comunicazione non è trasmettere informazioni, ma creare realtà.

La PNL ci insegna che il linguaggio modella la nostra neurologia.

Perciò, se scrivi il tuo profilo come se fossi solo un perito meccanico, il tuo cervello si convincerà di essere in concorrenza con un altro perito meccanico, di essere intercambiabile. E il mercato ti tratterà esattamente come tale.

LinkedIn non deve essere la tua bacheca dei necrologi professionali. Meglio esperienze?

La sostanza non cambia.

Deve essere la tua cattedrale e devi costruirla con materiali solidi, perciò devi attingere al tuo vissuto, per costruirla vera, stabile, precisa, su fondamenta che non siano inventate.

Le tue rotture, le tue cicatrici, i momenti in cui il sistema ti ha espulso e tu hai dovuto riassemblare la tua identità… le tue cicatrici, il tuo passato, tutto questo è il materiale più prezioso che possiedi.

Perché le macchine possono gestire i dati, elaborarli, utilizzarli per svolgere compiti precisi, inviare mail, programmare un CNC, scaricare, imballare, spedire… possono fare qualunque cosa tu faccia, solo meglio, più rapidamente e senza pretendere una paga a fine mese.

Ma non possono gestire la storia, le cicatrici, le esperienze.

COERENZA NARRATIVA: IL VERO FILTRO ANTI-AI

Chi studia geopolitica sa che le alleanze si basano sulla chiarezza degli obiettivi. Lo stesso accade nel Personal Branding.

Un profilo autorevole è un profilo che “grida” coerenza.

Se un modello di intelligenza artificiale analizza il tuo percorso e trova una traiettoria logica che unisce passato, presente e visione futura, ti classificherà come un leader. Se trova frammenti sparsi, ti classificherà come rumore.

Se trova un elenco di mansioni identiche e uguali a quelle di tanti altri, ti valuterà come mansione sostituibile, automatizzabile, inutile da far svolgere a qualunque essere umano.

Il mio metodo Kinsaisei non è un trucco di marketing, – come ce ne sono tanti sul Web – ma un sistema per trasformare la rottura in identità. Un sistema che funziona, perché io ne sono la prova vivente.

Quando applichi questa logica al tuo profilo LinkedIn, smetti di dire “cosa ho fatto” e inizi a dimostrare “chi sono diventato” e “cosa so fare adesso, che potrei fare per te”.

È questa la sottile differenza tra chi è destinato a finire nel cestino di un software di selezione, perché non può ambire ad altri contatti e ad altre vie, e un leader che viene contattato, cercato, desiderato, perché la sua narrazione è diventata magnetica.

L’ARCHITETTURA DEL TUO BRAND: ORA O MAI PIÙ

La tempesta sta arrivando.

L’automazione spazzerà via le posizioni che non hanno un’anima, che sono identiche a tante altre, che non hanno una visione, che non hanno il coraggio di esporsi.

Presidiare il tuo spazio digitale significa trasformare ogni post, ogni articolo, ogni singola parola nel tuo profilo in un mattone della tua Cattedrale.

Non scrivere per “farti notare” dal recruiter di turno – che presto sarà sostituito a sua volta da AI performanti; scrivi per lasciare un’impronta che l’algoritmo non può né comprendere né, tantomeno, emulare. Scrivi per i CEO, per i leader. Per chi conta davvero.

Chi ha paura del futuro è chi ha basato la propria carriera sul passato.

Io ho visto il buio della malattia dopo anni in fabbrica, in cui sono stato apprendista, operario specializzato, caporeparto, prima di riprendere gli studi, laurearmi, essere notato persino in Giappone, dove ho imparato che la struttura batte l’improvvisazione ogni singola volta.

Il tuo profilo LinkedIn è il teatro dove va in scena la tua evoluzione personale, perciò, smetti di recitare la parte della comparsa, smetti di trattare il tuo profilo come se fossi uno dei tanti, uguale a migliaia d’altri, per urlare “ci sono anch’io!”.

Inizia a essere l’unico/a te stesso/a che esista e a comportarti di conseguenza.

VUOI TRASFORMARE IL TUO PROFILO IN UNA CATTEDRALE?

La domanda che devi porti oggi non è “quali mansioni posso svolgere?”, ma “che valore rappresento e che nessun altro offre?”.

Il tuo profilo comunica chi sei veramente o si limita a elencare cosa hai fatto per conto di altri?

Se la risposta è la seconda, siamo in ritardo, ma non è troppo tardi per iniziare a costruire.

Il tempo delle maschere è finito. L’era dell’AI richiede esseri umani che abbiano il coraggio di esserlo.

Richiedi ora una consulenza di Personal Branding.

Costruiremo insieme la tua strategia di rinascita, affinché quando la tempesta arriverà, tu non sarai una foglia al vento, ma una persona strutturata e pronta a navigarla.

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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