LA STRATEGIA DEL FANGO: PERCHÉ CHI DICE LA VERITÀ DEVE ESSERE DISTRUTTO?

Nel 2024, Matteo Salvini tuonava con foga contro le candidature di Ilaria Salis, spiegando agli italiani che la Lega non avrebbe mai prestato il fianco a scorciatoie giudiziarie per tirare fuori dal carcere un detenuto. Era una questione di principio, dicevano.

Oggi, luglio 2026, lo stesso Salvini si fionda in carcere ad abbracciare Mario Roggero, dichiarandosi “orgoglioso” di poterlo candidare per fargli scontare meno tempo possibile dietro le sbarre.

Si tratta di doppio standard e di manipolazione della dissonanza cognitiva.

Non parliamo di un perseguitato politico, ma di un uomo condannato in via definitiva a soli 14 anni di carcere per aver inseguito in strada e ucciso, senza pietà, due persone e ferendone una terza, sparando con una pistola detenuta illegalmente.

Tra l’altro, le norme applicate dai giudici nel processo, nell’appello e in Cassazione, sono quelle della legge sulla legittima difesa riscritta proprio dal governo che vedeva Salvini vicepremier.

Una legge che ha riconosciuto la legittima difesa in diversi casi, in cui chi ha ucciso non è stato condannato nemmeno a un giorno di carcere, perché rispondeva in casa propria o nella propria attività a una minaccia e a un pericolo. Sono i casi, tra gli altri, di Graziano Stacchio, Fredy Pacini e Mario Cattaneo.

Nel caso di Roggero, una certa stampa lo trasforma in un martire, in un eroe da difendere. È un’operazione chirurgica di Reframing (ristrutturazione della cornice narrativa) gestita da esperti dello Spin Doctoring, che arrivano a inventare rapine subite in passato dal gioielliere di cui la Procura non ha notizia.

Si edulcora la realtà, si alterano gli stati d’animo del pubblico e si serve al popolo una pietanza avvelenata di finta legittima difesa per giustificare la violenza di uno squilibrato.

Ma questo è solo un lato della medaglia. È la manipolazione per eccesso, quella che trasforma un carnefice in una vittima a uso e consumo del consenso elettorale.

Esiste anche una strategia speculare, più subdola, silenziosa e devastante, quella macchina del fango che serve a distruggere chiunque osi non allinearsi al pensiero unico.

Quando un medico, magari persino un Premio Nobel per la medicina, solleva dubbi scientifici sensati, non sui vaccini in generale, ma su uno specifico esperimento genico, la macchina si mette in moto.

Non si risponde nel merito delle sue argomentazioni. Troppo difficile. Si applicano l’Assassinio della reputazione (Character Assassination) e l’Avvelenamento del pozzo.

Si preferisce la scorciatoia della delegittimazione. Si scava nel fango, si isolano frasi, si insinua il dubbio che lo scienziato sia vecchio, incompetente, improvvisamente impazzito.

Bisogna distruggere la sua credibilità prima che le sue domande costringano qualcuno a dare risposte scomode.

La stessa identica cosa accade se osi analizzare la geopolitica senza l’elmetto della propaganda.

Se conosci la storia della NATO, se provi a spiegare la complessità dei fatti senza limitarti a ripetere gli slogan bellicisti del giorno, diventi un problema per il sistema.

Scatta allora la tecnica del Labeling (etichettatura) combinata con l’Argomento fantoccio: non si contesta la tua analisi storica, ma ti si appiccica addosso l’etichetta di “putiniano” o “soldato di Mosca” per squalificarti senza bisogno di confrontarsi.

Ed ecco che fioriscono le liste di proscrizione dei “putiniani”, i dossieraggi sui presunti agenti al soldo di Mosca, come capitato al Professor Alessandro Orsini e a tanti altri intellettuali colpevoli solo di conoscere la storia e di divulgare la verità dei fatti.

La comunicazione non è informazione, ma un’arma di distrazione e distruzione di massa nelle mani di chi sa esattamente quale leva psicologica premere per manipolare la tua rabbia, la tua paura e il tuo voto.

Per questo, ogni volta che assistiamo al linciaggio mediatico di un magistrato che applica la legge, di una sentenza sgradita, di un medico eretico, di un professore o di un opinionista indipendente, dobbiamo fermarci e attivare il nostro spirito critico.

Dobbiamo fare silenzio, spegnere il rumore di fondo e farci l’unica domanda che conta davvero: «A chi giova tutto questo fango su quella persona?»

La risposta è quasi sempre la stessa, perché, in questa strana commedia, i finti “eroi” presentati dalla propaganda sono i veri carnefici e i buoni non sono meno cattivi di quelli che vengono definiti mostri.

Così come coloro che vengono ricoperti di fango sono, quasi sempre, gli unici rimasti a dire la verità.

Tu ti poni domande o fagociti ogni notizia acriticamente?

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

«La geopolitica non è solo studio del potere. È l'arte di leggere il mondo prima che il mondo ti sorprenda.» Sono un analista geopolitico e comunicatore strategico con un Master in Politiche Internazionali ed Economia. Scrivo saggi, formo leader e costruisco ponti culturali tra Italia e Giappone attraverso il Metodo Kinsaisei, un approccio che unisce rigore, visione e intelligenza relazionale. Lavoro con istituzioni, media e think tank che hanno bisogno di orientarsi in scenari globali in rapida evoluzione. GEOPOLITICA Analisi degli scenari internazionali, report strategici e contributi per media e istituzioni. ARTE & GIAPPONE Critica d’arte, eventi culturali e rappresentanza in Italia della cultura giapponese contemporanea. COACHING & COMUNICAZIONE Il Metodo Kinsaisei per sviluppare leadership, comunicazione e intelligenza relazionale. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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